Bergen: un’insenatura di riflessi

Nuovo Venerdì e nuovo #viaggioconunospite; questa volta si parla di Bergen (Norvegia) e ce ne parla Gia Visco, su Instagram con il nome @gia_visco
 
Lei è fortissima e le sue foto sono bellissime. Sul suo profilo potete trovare tante foto con l’hashtag #ingiroconzori nel quale Zori (il suo cane) sarà protagonista della foto.
 
Che dire, seguitela e poi possiamo cominciare… 

Bergen: un’insenatura di riflessi

bergen un'insenatura di riflessi

 
Avevo sempre desiderato arrivare fin lassù ma non quella volta, non quella l’anno.
Avevo prenotato un altro viaggio ma la vita si sa è fatta di imprevisti. Alcuni bellissimi ed inaspettati, proprio come Bergen.
 
Il mio itinerario comincia a Oslo e finisce a Copenaghen ma la tappa intermedia di Bergen è sicuramente quella che ha lasciato il solco più profondo nel cuore.
 
Arrivo in questo piccolo villaggio attraversando la Norvegia da est a ovest in treno.
 
Treno Bergen
 
Piano piano il paesaggio che si svela fuori il finestrino mi lascia incantata. Ma è alla fine della corsa che arriva la parte più bella: Bergen.
 
La parte vecchia del paese è racchiusa intorno al porto e si dispiega in viuzze fatte di ciottoli che si inerpicano fin sopra i colli che lo circondano.
 
Sono subito rapita dal vecchio porto -il Brygge. Un morso di molo dove si susseguono in fila bancarelle di ottimo pesce.
 

Cibo e quindi tanto buonissimo pesce 

pesce a bergen
 
A pensarci bene, ho trascorso forse la maggior parte del tempo seduta lì sulle panche scheggiate, a mangiare il pesce più fresco che abbia mai ricordato. Eh si perché il cibo è la memoria dei viaggi che preferisco.
 
Allo stand scegli ciò che più ti piace e in un attimo finisce tutto sulla piastra. Tra l’aria pulita e i gabbiani felici, faccio scorpacciate di balena, halibut, salmone, aragosta e granchi giganti – giganti davvero.
 
Ma forse per alcuni un difetto c’è: il prezzo. Mangiare in un piatto di plastica senza servizio e pagare a tre cifre può sembrare esagerato ma io non rimpiango neanche un euro speso.
 

La funicolare

 
Se passate di lì non dimenticatevi di prendere la funicolare – la Fløibanen – che vi porta in alto su un belvedere dove lo sguardo si perde fino alle insenature più lontane. E poi riscendete in paese e perdetevi tra le casette in legno e guardate i colori. Si, guardateli perché in questa parte del mondo il blu, il celeste, il verde, l’arancione e il giallo sono come da bambini li abbiamo immaginati.
 
Bergen
 
Se scegliete questa meta, imbarcatevi su una nave e lasciatevi trasportare in una delle crociere più romantiche. Potete conoscere i vari itinerari e acquistare i biglietti direttamente all’ufficio del turismo che si trova proprio nel porto. 
 
Quella nel Sognefjord, ad esempio, ti accompagna lentamente nel fiordo più lungo della Norvegia. Copritevi per bene e mettetevi comodi. Scegliete il giusto oblò e in rigoroso silenzio ammirate la natura norvegese.
 
Quelli di voi più impavidi possono sfidare il vento gelido (io sono stata lì ad agosto e ricordo ancora il freddo che mi stropicciava i capelli!) ed uscire sul ponte. Ne vale la pena!
 
Questa crociera vi lascia nella località chiamata Flam, un villaggio di 500 abitanti nascosto nel fiordo. Ad attenderci un succo di mela – ne ricordo ancora il sapore intenso – un sole caldissimo e un trenino con carrozze in velluto rosso con il quale, tornando verso Bergen, attraversate prati di un verde brillante e valli con cascate di acqua incantata che hanno dato vita a miti e leggende. 
 
bergen dall'alto
 
Bergen e la natura tutta intorno sembrano raccontare una fiaba lontana di elfi e principesse, montagne e fiordi difficili da dimenticare.
 
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